venerdì 30 settembre 2016

ILMIOLIBRO.IT - L'idea è buona ma la realizzazione è decisamente deludente

Il sito ILMIOLIBRO, dedicato alle auto-pubblicazioni del Gruppo editoriale la Repubblica - Espresso, è, indubbiamente una buona idea. Ci scrivono in tantissimi in quanto coglie l'esigenza dell'italiano medio di avere la soddisfazione di vedere un proprio libro stampato.
La realizzazione però, purtroppo, è piuttosto scadente:

- intanto non è sicuro che quello che vedi in prestampa sia quello che poi sarà stampato: molte delle parole che avevo messo nella quarta di copertina sono state appiccicate fra loro in stampa

- è molto difficile ottenere una versione ebook, in modo, credo, da favorire la realizzazione a pagamento (circa 200 euro)

- il modo di classificare i libri non è corretto, nel senso che omette alcune realizzazioni personali (ad esempio recensioni) e non assegna il dovuto punteggio in classifica

Tutte queste cose sono, ahimè, gravi, ma sono in grado di documentarle.

Infine, in un caso soltanto sono stato censurato, quando nella rubrica "il libro che ha cambiato la mia vita" parlo del Vangelo. Un caso? Forse... e forse no, considerato l'editore.

Di seguito riporto uno scambio di email con il supporto tecnico (in questo caso il misterioso Agente 7: che sia quello famoso?) che anche in precedenza aveva dimostrato limiti evidenti. All'ultima domanda non risponde più e, francamente, non credo che ci sia granché da dire.

Conviene saperlo, prima di scegliere di auto-pubblicarsi qui.

servizio clienti ilmiolibro via RT

9 set
a me

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Gentile cliente,

grazie per averci contattato. Abbiamo preso in carico la sua segnalazione,
che verra' analizzata dal nostro team in 24 ore circa.

Alla sua richiesta e' stato assegnato un ticket di riferimento con
ID: [kataweb #454921].
Per poter gestire la sua segnalazione al meglio, se avra' necessita' di comunicare
con il servizio clienti, risponda sempre alle email lasciando invariato l’oggetto con
il suo ID riferimento, oppure scriva inserendo la dicitura [kataweb #454921]
nell’oggetto della sua email.

Non e' necessario rispondere a questa email.
In calce alla email trova un breve sommario della segnalazione.


il team de ilmiolibro.it

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Login: unanno@gmail.com
pwd: Valida
Mail: unanno@gmail.com
Sistema Operativo:    Windows7
Browser:              Chrome
Oggetto segnalazione: Malfunzionamento-sito
Frequenza errore:     Sempre
Data ora evento:      09/09/2016 14:26
Nota:                 Non vengono indicati nella sezione opinionista i due articoli che
ho pubblicato: uno sulla poesia che non morirà e l'altro sul libro che mi ha
cambiato la vita.




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Le ricordiamo che il servizio clienti lavora dal lunedi' al venerdi', sabato/domenica
e festivi esclusi. Le 24 ore vengono garantite quindi solo nei giorni lavorativi.

helpdesk-agente7 via RT

9 set
a me

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 Gentile utente,

può visualizzare i suoi articoli accedendo alla sezione SCRIVERE e cliccando
poi su ARTICOLI.
"Poesia, amore eterno" è nella cartella CREATI ed è presente al link
http://ilmiolibro.kataweb.it/opinione/257633/poesia-amore-eterno/
mentre "Il libro che mi ha cambiato la vita" è nella cartella BOZZE ed è in
attesa di approvazione.

Cordiali saluti,



il team de ilmiolibro.it

Alessandro Pagano Pagano unanno@gmail.com

9 set
a Servizio
Grazie ma come mai non c'è anche in Opinioni?
Buona sera
AP

helpdesk-agente7 via RT

10 set
a me

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 Gentile utente,

troverà il suo articolo aprendo l'argomento di discussione nella sezione
"Opinioni" e scorrendo le pagine dei vari articoli pubblicati.

Alessandro Pagano Pagano unanno@gmail.com

14 set
a Servizio
Gentile agente 7,
intanto nella sezione Scrivere in Bozze non trovo nulla, contrariamente da quanto da Voi indicato, poi non si
capisce come mai gli articoli sollecitati e scritti nella sezione Opinioni si trovino in Scrivere e come mai non sia
associato alcun punteggio a questo.
Per favore non i risponda "c'è un algoritmo" perché è evidente che è una non risposta, grazie.
Cordiali saluti,
Alessandro Pagano P.

helpdesk-agente7 via RT

14 set
a me

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 Gentile cliente,

l'articolo in questione non è più presente come bozza in quanto non stato
selezionato per la pubblicazione.
Siamo spiacenti ma non è possibile fornirle maggiori indicazioni
sull'assegnazione dei punti.

Cordialmente,



il team de ilmiolibro.it

Alessandro Pagano Pagano unanno@gmail.com

14 set
a Servizio
Ho capito: censura. E' il primo articolo che viene cassato, probabilmente perché esalta il Vangelo. Stiamo messi male.
Fate sezioni diverse - scrivere, leggere, opinioni... - e poi pubblicate in quella sbagliata.
Cosa c'è di soddisfacente nelle Vs risposte?
Francamente deludente. Saluti.

helpdesk-agente7 via RT

14 set
a me

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 Gentile utente,

come specificato, l'articolo non è affatto pubblicato nella sezione sbagliata e
lo può infatti trovare nella pagina dedicata al topic insieme agli altri
articoli
http://ilmiolibro.kataweb.it/argomento/11045/poesia-un-patrimonio-da-salvare/

Se si riferisce alla sua pagina personale, è suddivisa nelle sezioni SCRIVERE
(che comprende tutte le attività da scrittore come libri, storie brevi, ebook e
articoli) e LEGGERE (che comprende tutte le attività da lettore).

Per quanto riguarda i motivi per cui non è stato pubblicato l'articolo siamo
spiacenti ma si tratta di scelte redazionali, nel merito delle quali non
abbiamo facoltà di entrare.

Alessandro Pagano Pagano unanno@gmail.com

14 set
a Servizio
Gentile agente 7

purtroppo si sbaglia, non solo nel definire le aree a ns disposizione - si dimentica delle aree Talent scout ed
Opinionista, (due su quattro!) - ma anche nel motivare come mai andando nell'area Opinionista, che Lei ignora,
risulta che non abbia scritto alcun articolo, mentre l'articolo "Poesia, amore eterno" c'è. Di cosa stiamo parlando?
Se lo è chiesto?
Inoltre, come Vi ho già fatto notare, nel settore "Talent scout" - che Lei pure ignora - non vedo altre recensioni che
ho pubblicato: quella su "IL Dio che non sono" e quella su "In punta di versi" che fisicamente esiste nel web (si veda
all'indirizzohttp://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/utente/175192/delicato-incedere-potente/) ma non nella mia sezione
Talent Scout, come avevo già segnalato senza ricevere risposta.
Come vede i punti oscuri erano e rimangono tanti e se non ce la fate a spiegarli non si preoccupi, mi sono già fatto
un'idea, che Le ho detto.
Cordialmente,

APP

Per la cronaca a quest'ultima affermazione non è stata data alcuna risposta.


domenica 22 maggio 2016

"La gioia dell'amore" è il titolo dell'ultima esortazione apostolica del Papa

Sulla copertina c'è scritto "Amoris laetitia" ma non tutti sanno che significa "La gioia dell'amore" e l'amore di cui parla il papa dopo i due sinodi sulla famiglia dello scorso anno è, appunto, quello familiare.


Ho appena finito di leggere questa "esortazione apostolica" e mi è sembrata bellissima, utile, concreta. Solo che, a parte l'annotazione comunicativa sul modo tradizionale della Chiesa di chiamare i documenti magisteriali, in latino e mettendoci l'incipit del documento, il che può creare spesso un primo ostacolo all'approccio allo stesso scritto, mi chiedo: quanta gente, di quella che incontriamo per strada l'ha letto? Uno su cento? Uhm...

Come fare in modo che la gente lo conosca di più dato che è così ricco? Certo: dovrebbe leggerlo chi può farlo e commentarlo agli amici, ma possibile che non ci sia un primo step più alla portata comune che lo renda appetibile per quello che il documento effettivamente è?

Allora mi sono proposto di rendere divulgativo questo testo e ci provo con l'aiuto di chi mi vuol dare una mano rendendo possibile questa divulgazione con osservazioni, indicazioni, consigli, correzioni.

Solo a titolo di esempio, vediamo qualcuna delle perle contenute in questo documento del papa:

314. Abbiamo sempre parlato della inabitazione di Dio nel cuore della persona che vive nella sua grazia. Oggi possiamo dire anche che la Trinità è presente nel tempio della comunione matrimoniale. Così come abita nelle lodi del suo popolo (cfr Sal 22,4), vive intimamente nell’amore coniugale che le dà gloria.
315. La presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani. Quando si vive in famiglia, lì è difficile fingere e mentire, non possiamo mostrare una maschera. Se l’amore anima questa autenticità, il Signore vi regna con la sua gioia e la sua pace. La spiritualità dell’amore familiare è fatta di migliaia di gesti reali e concreti. In questa varietà di doni e di incontri che fanno maturare la comunione, Dio ha la propria dimora. Questa dedizione unisce «valori umani e divini»,[369] perché è piena dell’amore di Dio. In definitiva, la spiritualità matrimoniale è una spiritualità del vincolo abitato dall’amore divino.
316. Una comunione familiare vissuta bene è un vero cammino di santificazione nella vita ordinaria e di crescita mistica, un mezzo per l’unione intima con Dio. Infatti i bisogni fraterni e comunitari della vita familiare sono un’occasione per aprire sempre più il cuore, e questo rende possibile un incontro con il Signore sempre più pieno. La Parola di Dio dice che «chi odia il suo fratello cammina nelle tenebre» (1 Gv 2,11), «rimane nella morte» (1 Gv 3,14) e «non ha conosciuto Dio» (1 Gv 4,8). Il mio predecessore Benedetto XVI ha detto che «chiudere gli occhi di fronte al prossimo rende ciechi anche di fronte a Dio»,[370] e che l’amore è in fondo l’unica luce che «rischiara sempre di nuovo un mondo buio».[371] Solo «se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi» (1 Gv 4,12). Dato che «la persona umana ha una nativa e strutturale dimensione sociale»[372] e «la prima e originaria espressione della dimensione sociale della persona è la coppia e la famiglia»,[373] la spiritualità si incarna nella comunione familiare. Pertanto, coloro che hanno desideri spirituali profondi non devono sentire che la famiglia li allontana dalla crescita nella vita dello Spirito, ma che è un percorso che il Signore utilizza per portarli ai vertici dell’unione mistica."

Come sapete quello dell'amore vero, l'amore che dura nel tempo, è una mia passione al punto di dedicarvi questo blog. Si tratta di vita, della ricerca della verità, l'unica cosa che renda la vita degna di essere vissuta, diremmo con Socrate. Ebbene, in questo documento di papa Francesco ho notato qualcosa di estremamente consonante con il contenuto di questo blog e al tempo stesso qualcosa che lo supera. Direi che il mio blog, con il suo tentativo di dare una base di pensiero ai motivi per i quali oggi è così difficile raggiungere la verità e "abitarla", fa da base a quello che il papa dice in termini di amore autentico in questo documento.

Mentre da una parte vorrei stimolare l'interesse per i contenuti di questo scritto papale mi auguro che chi passerà da questa lettura rapida a quella dell'originale possa in tal modo trarre il massimo beneficio.

lunedì 16 maggio 2016

Il libro "Amore vero" per quattro settimane ancora è gratis

Il libro "Amore vero - con la testa e con il cuore" in formato ebook per un mese è gratis, ma sono già passati due giorni.

Assistendo spesso al naufragio dell'amore fra due persone mi è venuto il desiderio di analizzare la causa di questo sfascio e, al di là di un generico rifiuto di ogni impegno stabile e di fuga da tutto ciò che comporta sacrificio, mi è sembrato chiaro che le radici di questo problema planetario passano attraverso questi stessi limiti umani per arrivare a fissarsi su un pensiero tendenzialmente leggero e alla difficoltà di crescere e di maturare di molti che preferiscono piuttosto rifugiarsi in una limitata porzione di realtà piuttosto che accettarla in pieno, insieme con tutta la responsabilità che comporta oggi l'essere pienamente uomo e donna.

Ecco perché si dice che l'amore "vero", quello che vorremmo chiamare semplicemente amore, deve passare necessariamente dal cervello, per la valutazione di una serie di elementi che permettono di stabilire se il rapporto che unisce fino in fondo e per sempre lo si sta costruendo con la persona giusta o meno.

Solo noi possiamo capire se l'amore che proviamo sia quello vero. Spesso le impressioni soggettive sono fallaci a meno che non ci riferisca a condizioni più profonde che vanno alla radice dell'essere di di se stessi e di quella persona che noi vorremmo fosse quella della nostra vita e che non sappiamo ancora se lo è o meno.

Cosa permette di dirimere questo dubbio?

Provo a farlo in uno dei pochi libri auto-pubblicati e che per un mese in formato ebook non costerà niente.

Nel percorso che descrivo troverai le ragioni del disimpegno a partire dalla disaffezione alla logica e alla possibilità di trovare una verità (a partire dai Sofisti del VI secolo avanti Cristo), che da una parte mina alla base ogni possibilità di filosofia e dall'altra la strada del ragionamento autonomo, nonostante la difficoltà di andare controcorrente e di accogliere un pensiero che in molti casi è decisamente impopolare.



sabato 30 aprile 2016

Misericordia e amore umano, punti di contatto e divergenze

interverranno:
Ugo Borghello, sacerdote dell'Opus Dei, scrittore e giornalista
 Ciro Battiloro, medico pneumo-oncologo e 
Presidente dell'associazione "Accademia della Famiglia"

modererà il dibattito:
 Donatella Trotta, giornalista del "Mattino"
Vice Presidente UCSI Nazionale

Sabato 7 maggio ore 10,30 
Aula Magna
Residenza Universitaria Monterone
via Pontano, 36 
80122 Napoli

Vi presento un Maestro di Amore autentico. A Napoli fra pochi giorni.

Ugo Borghello spiega il rapporto fra la misericordia e l'amore umano, del quale occorre conoscere i fondamentali per impostare un rapporto di coppia duraturo. Insieme alla giornalista del Mattino Donatella Trotta, moderatrice del dibattito, interverrà anche Ciro Battiloro, medico e presidente dell'associazione Accademia della Famiglia. Nel corso del dibattito sarà presentato il libro riportato qua sopra.

Ugo Borghello (Novi Ligure 1936) dopo aver conseguito il dottorato in Diritto canonico all’Angelicum di Roma (1958) si è laureato in Scienza dell’informazione all’Università di Navarra (Pamplona 1961), poco prima della sua ordinazione sacerdotale. I suoi scritti per giornali e riviste vertono sui temi della Risurrezione, della festa, della famiglia, sul fenomeno intellettuale della gnosi, sui problemi giovanili. Nel 1983 ha pubblicato il volume Ernst Bloch, ateismo nel cristianesimo. Tra le sue opere nel catalogo Ares: Liberare l’Amore (1997), La sfida dell’amore (2000), Il sogno dell’amore per sempre. Vademecum per fidanzati (2009), Liberi dal sarcasmo, Come prevenire le derive negative del gruppo di coetanei (2011), Saper di Amore (2014).

sabato 2 aprile 2016

Napoli

Sono più di ventisette anni che vivo a Napoli. Una vita.

Quando ad un vecchio amico saggio dissi che stavo per venire a Napoli egli, che c'era già stato, mi disse: "Un anno a Napoli vale come dieci anni in un'altra città", riferendosi forse all'intensità di vita che caratterizza la città del Vesuvio e alla quantità d'insegnamenti che si possono trarre dalla vita vissuta qui. "Napoli non è una cartolina", come recita il blog di un mio conoscente partenopeo: viverci non è come visitarla e questo è vero in tutte le città ed è ancora più vero qui.

Durante la Messa del giovedì santo la settimana scorsa ho notato che c'era una donna più avanti di me negli anni che stava  in piedi e dopo la consacrazione le ho chiesto se voleva sedersi, porgendole la mia sedia. Mi pareva un modo di mettere in pratica ciò a cui in quel momento stavo assistendo e che invece volevo  anche vivere. Mi ha ringraziato sentitamente e alla fine della Messa si è avvicinata a me dicendomi: "Deve essere stato ispirato a offrirmi la sua sedia. Sa: ho un menisco rotto, lo deov operare e non ce la facevo più a stare in piedi...". "S'immagini... è siciliana?" "Si... ma come fa a saperlo?""Sono anch'io siciliano, l'ho notato, ma vivo qui da 27 anni". "Ed io da 37! Siciliano di dove?" "Di Palermo". "Anch'io sono di Palermo".

La mia "conterronea" è a Napoli da più di una vita.



Di Napoli ho apprezzato subito la bellezza (basta fare due passi a via Caracciolo o a via Petrarca in zona panoramica per rendersene conto: panorama paragonabile forse solo a Rio de Janeiro), la simpatia (come si fa a rifiutare un caffè a un napoletano?), l'accoglienza (l'immediata empatia con chiunque è almeno in temporanea difficoltà) e poi ho cominciato a sopportare i difetti: l'indolenza, l'approssimazione (ci vediamo per le cinque e mezza - sei), il mancato rispetto delle regole (fatte, l'ho sentito dire qua, "per chi non si sa regolare"). Mi viene da paragonarla ad una bella signora vistosa e ciarliera, piena di difetti più o meno sopportabili. Noi siciliani siamo più restii a dispensare la nostra fiducia e quando questo accade nasce un legame stabile e forte.

                                                                          la sciantosa Serena Autieri da www.culturaeculture.it

Napoli è come un liquore forte, che non a tutti piace. Mio padre che pure ha molta simpatia per i napoletani e canta volentieri canzoni napoletane, quando arriva a Napoli mi da le chiavi della macchina e mi dice: "Adesso guida tu". Sa che la guida napoletana non è cosa per lui.

Ho imparato a riconoscere i luoghi comuni: ci sono napoletani che non lavorano, ma ce ne sono moltissimi che lavorano e che per ottenere gli stessi risultati di chi sta al Nord devono "faticare" il doppio proprio per i problemi all'intorno. Ho avuto il piacere di curare un bel volume cartonato - "l'Oro di Napoli",

va al sito
eccellenze aziendali all'ombra del Vesuvio" - di oltre duecento pagine a colori, che parla di 20 belle aziende napoletane e che dimostra il valore straordinario dell'imprenditoria locale.

Vedo come la peste ogni mancanza di civiltà, dalla sosta in seconda fila intralciando il traffico "solo per un minuto" accennando a ruotare l'indice attorno al suo asse, alle persone e ai guidatori che non rispettano la fila, tutti più furbi degli altri e tutti realmente parassiti rispetto ad un corpo sociale che stenta a formarsi e che forse alla fine non c'è.
Professionisti di assoluto rilievo anche a livello nazionale, che si accontentano della situazione personale e sono animati da una passione sociale pari a zero.
Riconosco in chi vede sempre e solo i propri interessi il parassita, qui lo chiamano l'ommemmerd, che vive alle spalle degli altri e non solo pensa solo a sé e alla sua cerchia, ma si nutre della miseria altrui: "Lo fanno tutti... che me ne frega? Mica sono Gesù Cristo...".

Certo che non sei Gesù Cristo, ma è possibile che non ti renda conto che Egli ti chiama ad essere come Lui, a non disprezzare il suo esempio, le sue parole e ti chiama a imitarlo? Io sono qui a Napoli da ventisette e più anni per questo. Chi mi conosce sa che sono Numerario dell'Opus Dei, Istituzione della Chiesa Cattolica che insegna a cercare Dio nel lavoro e nelle attività quotidiane e che a Napoli si può trovare presso le Residenze Monterone, www.monterone.it e Villalta, www.villalta.it.

martedì 1 marzo 2016

Vogliamo spezzare una lancia per una volta in favore dell'Italia?

L'Italia, si sa, è il paese dell'approssimazione, del volemose bene, degli "spe-ghe-tcci end ais-crim", del sole, del mare, di pulcinella, ma è anche il paese dei monumenti storici (ahimè spesso mal tenuti), è anche il paese delle tante piccole imprese, che oggi soffrono, ma che negli anni passati hanno fatto grande l'Italia, è il paese della musica lirica, della cultura latina, dell'antico impero romano, di Pompei, Ercolano, ma anche Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Taormina, Amalfi, Positano... insomma di un caleidoscopio di posti meravigliosi che sembrano concentrarsi tutti qua. Un'antica leggenda raccontava che Dio Creatore dopo aver distribuito le bellezze del mondo in maniera piuttosto equa alla fine, stanco, decise di scaricare tutte quelle che gli rimanevano infondo al sacco... in Italia: campanilista? Verosimile, direi, e comunque se è vero che qui c'è il 70% del patrimonio artistico mondiale... forse è semplicemente un dato.

L'Italia è il paese che ospita il Papa, il Vaticano e che oggi sta coraggiosamente difendendo la vita e il suo nucleo essenziale dal quale scaturisce: la famiglia.



Certo vi sono leggi che vanno contro la vita, come quella - la 194 - che ipocritamente si occupa dell'"interruzione volontaria di gravidanza" - cioè dell'aborto - che doveva essere consentito solo per ragioni terapeutiche e invece viene usato per fare quello che si vuole con l'embrione e poi con il feto.

C'è pero anche da dire che lo stralcio della "stepchild adoption" si è finalmente opposto al disegno di legge che voleva equiparare l'unione civile al matrimonio indipendentemente dal sesso dei contraenti, che potevano essere anche omosessuali. Respingendo questa deriva pericolosa l'Italia si è resa un paese autonomo rispetto a quei paesi apparentemente all'avanguardia e invece miseramente a terra.

Paesi come l'Inghilterra con il baronetto Elton John, bravissimo, per carità, ma sgraziato ed egoista nel reclamare per se non uno ma due bambini da "adottare" come se due uomini per di più omosessuali - cioè che respingono l'idea di madre, al tempo stesso che la sfruttano - potessero farlo. Mi domando se questo è apertura, se è progresso e mi rispondo di no. Siamo noi italiani che siamo fuori dal tempo o sono loro che sono andati indietro ai capricci dei bambini, vestendoli di un finto buonismo antidiscriminatorio? Una civiltà, una società si può basare su questo? Per me no. E, una volta tanto, mi sento orgoglioso di essere italiano. Abbiamo evitato la barbarie. Poi certo potremo migliorare nella legislazione riguardante la famiglia, ma intanto abbiamo avuto il coraggio di accettare le unioni civili, distinguendole dal matrimonio e al tempo stesso abbiamo evitato lo scempio dell'adozione. Ragazzi, non è male!


Adesso però abbiamo il nostro baronetto, Nichi Vendola, che va a ritirare un bambino in Canada e nessuno gli dice niente.



Mi auguro che gliela facciano pagare, invece, e che restituiscano il bambino a sua madre: è vero che una madre che da via il suo bambino forse non è degna di esserlo, ma è vero anche che chi arriva a farlo è proprio perché ha perso la sua dignità.

Riflessioni da quarantena

me, dopo 54 giorni di "quarantena" In questi giorni di forzata clausura, quando arrivano i momenti difficili in cui ti f...