lunedì 12 agosto 2019

Cosa vedi in questo sguardo?

Una suora. Si, una suora, ma ti ho chiesto cosa vedi in quello sguardo. Perchè, certo si tratta di una suora, anche bella, con uno sguardo intenso, ma forse, conoscendo la sua storia si riesce a leggere qualcosa di più.
Sapere che è nata ebrea, in una famiglia con una madre molto osservante e che a 17 anni lei capisce di non riconoscersi negli insegnamenti religiosi ricevuti e tralascia la sua pratica religiosa.
S'interessa di filosofia e s'iscrive a questa facoltà univesitaria a, quell'epoca poco frequentata dalle donne.
Le sue qualità non sfuggono a Husserl, il teorico della fenomenologia, che la vuole come sua assistente e le assegna il compito di prendere gli appunti delle sue lezioni e di riordinare i suoi scritti. Si tratta di un'impresa improba, alla quale si dedica con impegno e coraggio, ma che dovrà abbandonare per il diffondersi delle leggi razziali.
Dopo essere salita in cattedra dovrà, infatti, allontanarsi per la persecuzione antisemita da parte del regime nazista. Fa ingresso nel convento e supera il difficile periodo del noviziato e solo dopo le danno il permesso di continuare a studiare e di scrivere.
Costretta a trasferisrsi in Olanda sarà raggiunta e uccisa dai nazisti ad Auschwitz nella camera a gas. Prima di essere deportata nel luogo dove incontrerà la morte riesce a consegnare la "Scientia Crucis", il suo libro sulla sapienza che nasce dalla Croce, che è considerato il suo testamento spirituale. L'ho letto: è bellissimo.
Consiglio anche di vedere il film "La settima stanza", che è duro, ma molto ben fatto.


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