martedì 12 dicembre 2017

Verso la grotta - Viaggio alla scoperta del Natale - 5

Siamo solo a metà del cammino: ne resta ancora un poco da fare. Meglio così: vogliamo essere pronti per contemplare - termine desueto - la scena della grotta. Allora concentriamoci nelle nostre facoltà interiori ed esterne in modo da far tesoro degli insegnamenti del Card. Ratzinger. Festeggiamo così la Nostra Madre Celeste nel Suo giorno speciale: Madonna di Guadalupe. Vediamo cosa dice al Suo riguardo il sito Santi e Beati:


Con gli oltre venti milioni di pellegrini che lo visitano ogni anno, il santuario di Nostra Signora di Guadalupe, in Messico, e’ il più frequentato e amato di tutto il Centro e Sud America. Sono pellegrini di ogni razza e d'ogni condizione - uomini, donne, bambini, giovani e anziani - che vi giungono dalle zone limitrofe alla capitale o dai centri più lontani, a piedi o in bicicletta, dopo ore o, più spesso, giorni di cammino e di preghiera.
L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego e’ un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l'immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata dal papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d'oro le parole della Madonna a Juan Diego: “No estoy yo aqui que soy tu Madre?”, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002.
Che cosa era accaduto in quel lontano secolo XVI in Messico? Con lo sbarco degli spagnoli nelle terre del continente latino-americano aveva avuto inizio la lunga agonia di un popolo che aveva raggiunto un altissimo grado di progresso sociale e religioso. Il 13 agosto 1521 aveva segnato il tramonto di questa civiltà, quando Tenochtitlan, la superba capitale del mondo atzeco, fu saccheggiata e distrutta. L’immane tragedia che ha accompagnato la conquista del Messico da parte degli spagnoli, sancisce per un verso la completa caduta del regno degli aztechi e per l’altro l’affacciarsi di una nuova cultura e civiltà originata dalla mescolanza tra vincitori e vinti. E’ in questo contesto che, dieci anni dopo, va collocata l’apparizione della Madonna a un povero indio di nome Juan Diego, nei pressi di Città del Messico. La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la citta’, l’indio e’ attratto da un canto armonioso di uccelli e dalla visione dolcissima di una Donna che lo chiama per nome con tenerezza. La Signora gli dice di essere "la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio" e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal vescovo, ma non viene creduto.
Tornando a casa la sera, incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno. La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non puo’ tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui viene inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide percio’ di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora. Ma la Signora è la’, davanti a lui, e gli domanda il perche’ di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio e’ gia’ guarito, e lo invita a salire sulla sommita’ del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi "fiori di Castiglia": è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione nè il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale pero’ gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verita’ delle apparizioni. Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma si imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio. Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni. La Dolce Signora che si manifesto’ sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella infatti si presenta come una meticcia o morenita, indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte. E’ una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi. L'attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non e’ una pittura, nè un disegno, nè e’ fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone.
La scoperta piu’ sconvolgente al riguardo e’ quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che e’ nostra madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi - ad aprire il proprio cuore all'opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull'evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanita’ e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l'immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano, che la Chiesa ha recentemente proclamato santo.

Autore: 
Maria Di Lorenzo


domenica 10 dicembre 2017

Verso la grotta - Viaggio alla scoperta del Natale - 4

Siamo arrivati quasi a metà strada. Beh, credo che di cose interessanti, ne abbiamo scoperte, no? Decisamente interessanti, sconvolgenti, se ci metterai l'onestà intellettuale per cambiare quello che non va ogni volta che ti rendi conto che le cose stanno davvero così!


Preparati a scoprirne altre di cose interessanti e ricorda: io non voglio sconvolgere nessuno. La colpa è solo Sua, che si ostina a passare per piccolo e inosservato, anche se è grande, grandissimo... il più Grande di tutti.


sabato 9 dicembre 2017

Verso la grotta - Viaggio alla scoperta del Natale - 3

Procediamo con il nostro viaggio alla scoperta del Natale, man mano che ci avviciniamo alla grotta di Betlemme, ascoltando le profonde parole del Card. Ratzinger.


Non dimenticarti di lasciarci un tuo feedback!


venerdì 8 dicembre 2017

Verso la grotta - Viaggio alla scoperta del Natale - 2

Ci siamo. Abbiamo deciso di andare a fondo.Questa volta il Natale non può passare come il solito film che passa senza lasciarti niente se non un po' di magone a fine giornata!


Abbiamo scoperto che non riusciamo a cogliere completamente l'idea di Dio perché siamo tanto limitati. Quanto una formica, che riesce appena a scorgere il dito di una nostra mano ma non tutto noi stessi.
Adesso diamo un'occhiata cosa succede quando nel nostro cuore qualcosa prende il posto che dovrebbe spettare a Dio.


giovedì 7 dicembre 2017

Verso la grotta - Viaggio alla scoperta del Natale -1

Ci avviciniamo al Natale: ci sono molti modi di viverlo.
A Napoli si conosce una canzone di Renato Carosone che fa così:
Mo' vene Natale
Nun tengo denare
me leggio o' giurnale 
e me vaco a cuccà.


Lo spirito un po' scanzonato dei napoletani entra facilmente in sintonia con queste parole spiritose, ma tutto sommato tristi dell'autore napoletano e finisce col ripeterlo spesso e noi annuiamo senza volerci nascondere che spesso anche noi non riusciamo a viverlo bene, come vorremmo.
Lo possiamo vivere come una bella festa familiare, in cui ci si rivede con i propri cari, si passano dei bei momenti insieme e se si può - e si vuole - si va a Messa, sennò... beh, in fondo non è così importante, l'importante è stare bene con gli altri. Si questo è l'importante, la Messa non è la cosa più importante.
Lo possiamo vivere con fastidio, anche con una certa apprensione. Il Natale è bello ma è come una fotografia e la mia adesso non è proprio una bella situazione... perché dovrei fare una fotografia? Anzi, sai che ti dico? Mi da fastidio, questo Natale: Natale, Natale, Natale, non si sente parlare d'altro. Ma cos'è questo Natale? Una festa commerciale. Credi ancora alle favole?
Lo possiamo vivere come il succedersi delle solite immagini che si ripetono ogni anno: i bambini che fanno festa, noi che cerchiamo di calpestarci i calli il meno possibile, il presepe, magari anche la messa con la predica del prete che ci ricorda che Gesù si è fatto bambino, i dolci e poi, passata la festa, un senso di vuoto incredibile, un'angoscia senza fine. Certo, è bello stare insieme, ma poi, quando si rimane soli, il cuore si stringe e ci viene da piangere.
Lo possiamo vivere così lasciandolo trascorrere senza che faccia troppo danno e buttando via il bambino con l'acqua sporca.
Lo possiamo vivere anche come un'occasione d'incontrare Dio, sapendo che è venuto per incontrare noi. Veramente non sappiamo da dove iniziare ma, se ci pensiamo bene, non dobbiamo iniziare noi, perché ha già iniziato Lui. Si è fatto bambino!


Cosa avrebbe dovuto fare di più per farsi presente a noi? Per incontrarci e per farsi voler bene? Per insegnarci ad amare, a noi che ce ne dimentichiamo così spesso?
Una strada per tornare a stupirci di fronte alla grotta del presepe è questa magnifica serie di lezioni dell'allora Card. Ratzinger sul Credo, della quale qui inserisco la prima puntata.
Si tratta di una strada importante per arrivare ad apprezzare meglio il Natale, che, alla fine è il Natale di Gesù.


sabato 29 luglio 2017

Tre poesie tratte dal libro "Vento del Sud, volevo solo rivedere il mare"

Ecco tre delle poesie contenute in "Vento del Sud, volevo solo rivedere il mare"  http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/342919/vento-del-sud/ il mio primo

http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/342919/vento-del-sud/
libro di poesie stampato nello scorso mese di luglio. Cosa c'entra con questo blog? C'entra... c'entra...



Un bambino   

Appena l’alba posa
i suoi primi raggi in casa
e stanco ti trascini
di fronte ad uno specchio

i sogni di bambino
ti appaiono lontani
eppure tu li senti
che stanno lì vicino

molti anni son passati
ma tu ti senti identico
e chiedi a te guardandoti
che sono quelle rughe

e quei capelli candidi
non hanno cancellato
il cuore ancora giovane
il sorriso sbarazzino

ti par passato un giorno
e forse si, è così:
il giorno pur magnifico

del viaggio della vita.


Il respiro del mare

Vorrei vedere ancora
Il sole riflesso in mille onde
Che s’infrangono stancamente
Sulla spiaggia
E organizzano un gioco di rincorse
Concentriche
Eccentriche
Proprio dove s’incontrano
I ciottoli arrotondati
Dal lungo lavorio dell’acqua
Mi lava e mi linda l’anima
Il respiro del mare
E mi fa pensare
Ancora una volta
Quanto Dio mi ama
Ad ogni onda che ritorna
Ad ogni respiro che sbiadisce
Sembra ripeterti
Ti voglio bene
Ti voglio bene
Ti voglio bene
Non lo capisci ancora?
Ti voglio bene
Ti voglio bene
Non tutto è perduto
Non tutto è compromesso
C’è ancora uno spiraglio
Perché io che ti ho fatto
Ti voglio bene
Ti voglio bene
Ancora
Ancora


Amore vero

Amore vero è
chiedere come stai
ma ancor di più capirlo al volo
Guardare negli occhi esprimendo amore
Dare una carezza senza aspettarsi nulla
Amare sapendosi amati
Cercare sapendosi cercati
Non chiudere gli occhi verso i difetti altrui
Essere grati all'altro per l'indulgenza sui propri
Avere il cuore pieno
di calore, di colori, di luce, di gioia, d'amore
Essere pronti a rinunciare a qualcosa per l'altro
Non dormire la notte se l'altro sta male
Sacrificarsi per l'altro
ed essere contenti di questo
senza rinfacciarglielo mai
Sentirne la mancanza
Gioire della sua presenza
Assaporarne la mancanza
Assaporarne la presenza
Gioire anche solo del fatto che c'è
Anche quando non è più fra di noi
Perché niente distrugge l'amore
Neppure la morte
Amore vero è chiedere scusa
Chiedere scusa è da grandi
da più grandi
Amore vero è rispetto profondo
Saper ascoltare
Non alzare la voce
non maltrattare
Dire umilmente la propria
senza voler sopraffare
Aspettare i tempi dell'altro
quando non è pronto
ad accettare
una cosa più grande di entrambi
che forse tu vedi e l'altro no
oppure l'altro vede e tu no
per questo non esiste chi ha ragione e chi ha torto
perché si vince solo se si convince
se si vince insieme
altrimenti è una ben triste vittoria
in realtà è una sconfitta di entrambi
Amore vero è accogliersi in pieno
in tutto e per tutto
senza condizioni
volendo correggere i difetti
ma sapendo amare anche con quelli
Amore vero è sapersi mettere al di sotto
per capire davvero come stanno le cose
Non togliere mai il proprio sostegno
se non per lasciare libero l'altro
Perché non c’è amore senza libertà
Né libertà senza amore


Presentazione del libro di poesie "Vento del Sud, volevo solo rivedere il mare"


Raccolta di poesie sparse. Erano sparse nel tempo, in diversi cassetti, in diverse vite, in diverse città: adesso sono alla settima. Città e vita. Se fossi un gatto avrei da temere. Siccome sono a Napoli ho da temere lo stesso: "Vedi Napoli e poi ..." Schhh! Statt' zitt'!"

Ma tanto morire si deve. 
Per cui non occorre "incaricarsene" come si direbbe da queste parti, o preoccuparsi. Tanto non cambia nulla. Pensarci prima, non serve, pensarci dopo, neppure. 
Occorre pensarci adesso, affrontando la realtà e la vita con coraggio, a viso aperto, che in fondo si vive una sola volta. 
L'altra vita non è che una prosecuzione di questa, un passaggio dal bianco e nero ai colori.

venerdì 28 luglio 2017

Appello per l'Inghilterra: sta morendo con Charlie!


Questo paese che ha dato al mondo tanti scienziati, scrittori, poeti e una grande civiltà, dopo aver abbracciato il matrimonio gay sta per esalare l'ultimo respiro insieme a Charlie, il bambino affetto da sindrome da deplezione del Dna mitocondriale.





I suoi genitori si erano opposti alla decisione del Great Ormond Street Hospital di Londra, dove era ricoverato il bimbo, di staccare la spina al piccolo, in quanto non ci sarebbero più sufficienti speranze di ripresa.



A questo punto è intervenuta l'opinione pubblica internazionale - fra i quali il nostro Presidente Mattarella, il Presidente americano Trump - e chiede di salvare il piccolo. L'Ospedale Bambin Gesù di Roma d'accordo con un'equipe ospedaliera americana - per tentare la terapia alternativa che il neurologo Michio Hirano sta sperimentando in fase embrionale alla Columbia University di New York - mette in atto un protocollo che - affermano - potrebbe salvare la vita di Charlie.
"Gli esperti della equipe internazionale che ha redatto il documento propongono una terapia a base di deossinucleosidi, delle molecole simili ai 'mattoni' del Dna. Nel documento dimostrano, sulla base di studi già su riviste scientifiche e di dati ancora non pubblicati, che queste molecole sono in grado di superare la barriera emato-encefalica, quella che separa i vasi sanguigni dal cervello, e quindi avere effetto sull'encefalopatia che ha colpito il piccolo. "Esistono evidenze scientifiche - scrivono - a sostegno del fatto che i deossinucleotidi esogeni applicati a cellule umane con mutazione RRM2B in coltura, accrescono la replicazione e favoriscono il miglioramento della sindrome da deplezione del DNA".
La mutazione a cui si riferiscono i medici è la stessa che colpisce il piccolo. "Siamo consapevoli - concludono gli esperti - del fatto che la terapia con deossinucleotidi per il deficit RRM2B sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini. Tuttavia, non c'è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard, che è affetto da una grave encefalopatia dovuta a mutazioni RRM2B. Alla luce di questi importanti nuovi risultati riguardanti la biodisponibilità dei deossinucleotidi somministrati per via esogena nel sistema nervoso centrale, chiediamo rispettosamente che questa terapia possa essere somministrata a Charlie Gard".
Ma il tempo passa e, benché il bambino reagisca alle cure rimanendo in vita ben al di là di quello che avrebbero consentito i medici del G.O.S.H. (che già a febbraio avrebbero staccato la spina se le funzioni celebrali e vitali del piccolo sono compromesse definitivamente.

A questo punto i genitori chiedono di avere a casa il piccolo per assisterlo nelle sue ultime ore ma il G.O.S.H. non concede di portalo a casa perché "il ventilatore non passa dalla porta e ci sono scale e spigoli da superare". Il giudice decide di non assegnarlo ai genitori ma ad un Hospice incaricato di stubarlo. Sembra un dramma incredibile ma purtroppo è la triste realtà!


Con Charlie sta morendo anche l'Inghilterra, grande paese in fin di vita, che decidendo di strappare un figlio ai propri genitori ha perso ogni traccia di umanità, nei suoi medici, nei suoi giudici, nella sua intera grave responsabilità.


Ieri sera alle 19,00 Charlie ci ha lasciato. Siamo ormai in piena eutanasia: stabilire, senza il consenso dei genitori, che il miglior interesse per il bambino è quello di staccare la spina non è altro che questo. Che Dio ci aiuti! Ieri sera Mons. Paglia, molto vicino al Papa diceva "Dio non stacca la spina". Adesso è il momento di pregare. Pregare e riflettere.

mercoledì 26 luglio 2017

Il mio primo libro di poesie: VENTO DEL SUD, volevo solo rivedere il mare

Raccolta di poesie sparse. Erano sparse nel tempo, in diversi cassetti, in diverse vite, in diverse città: adesso sono alla settima. Città e vita. Se fossi un gatto avrei da temere. Siccome sono a Napoli ho da temere lo stesso: 
"Vedi Napoli e poi ...!" Schhh! Statt' zitt'!

 Ma tanto morire si deve. 
Per cui non occorre "incaricarsene" come si direbbe da queste parti, o preoccuparsi. Tanto non cambia nulla. Pensarci prima, non serve, pensarci dopo, neppure. 
Occorre pensarci adesso, affrontando la realtà e la vita con coraggio, a viso aperto, che in fondo si vive una sola volta. L'altra vita non è che una prosecuzione di questa, un passaggio dal bianco e nero ai colori.

mercoledì 12 luglio 2017

In difesa di Charlie Gard



L'amore deriva dalla vita, genera la vita e, come la vita, è per sempre.
Come la Vita. Guardate la mamma di Charlie. Vi sembra un'ossessa? Una persona che ha perso il ben dell'intelletto e che vuole trasformare il proprio figlioletto in una cavia? In questi giorni ne sentiamo di tutti i colori.

Stiamo assistendo con ansia alle procedure per tenere in vita Charlie Gard, il bimbo inglese affetto da una malattia encefalica rarissima che è passato all'onore della cronaca per l'opposizione dei genitori alla decisione del Great Ormond Hospital di Londra, dove è ricoverato il bimbo, di staccare la spina al piccolo, in quanto non ci sarebbero più sufficienti speranze di ripresa.
A questo punto interviene l'opinione pubblica internazionale - fra i quali il nostro Presidente Mattarella, il Presidente americano Trump - e chiede di salvare il piccolo. L'Ospedale Bambin Gesù di Roma d'accordo con un'equipe ospedaliera americana mette in atto un protocollo che - affermano - potrebbe salvare la vita di Charlie.
"Gli esperti della equipe internazionale che ha redatto il documento propongono una terapia a base di deossinucleosidi, delle molecole simili ai 'mattoni' del Dna. Nel documento dimostrano, sulla base di studi già su riviste scientifiche e di dati ancora non pubblicati, che queste molecole sono in grado di superare la barriera emato-encefalica, quella che separa i vasi sanguigni dal cervello, e quindi avere effetto sull'encefalopatia che ha colpito il piccolo. "Esistono evidenze scientifiche - scrivono - a sostegno del fatto che i deossinucleotidi esogeni applicati a cellule umane con mutazione RRM2B in coltura, accrescono la replicazione e favoriscono il miglioramento della sindrome da deplezione del DNA".
La mutazione a cui si riferiscono i medici è la stessa che colpisce il piccolo. "Siamo consapevoli - concludono gli esperti - del fatto che la terapia con deossinucleotidi per il deficit RRM2B sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini. Tuttavia, non c'è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard, che è affetto da una grave encefalopatia dovuta a mutazioni RRM2B. Alla luce di questi importanti nuovi risultati riguardanti la biodisponibilità dei deossinucleotidi somministrati per via esogena nel sistema nervoso centrale, chiediamo rispettosamente che questa terapia possa essere somministrata a Charlie Gard".
Ciononostante la parola è al giudice che domani, giovedì 13 luglio, ascolterà le ragioni dei genitori di Charlie per provare a salvare la vita piuttosto che a lasciarlo morire.
Mentre ai medici del GOSH va il plauso di tutti per aver tenuto in vita Charlie fino ad ora, tutto questo adesso ha il sapore di un immenso sproposito. Si chiede al giudice di lasciar partire Charlie per l'Italia, tenuto conto che se i genitori di Charlie non fossero intervenuti a quest'ora il piccolo sarebbe già morto.

venerdì 2 giugno 2017

Esiste l'amore vero?

Amore vero è
chiedere come stai
ma ancor di più capirlo al volo
Guardare negli occhi esprimendo amore
Dare una carezza senza aspettarsi nulla
Amare sapendosi amati
Cercare sapendosi cercati
Non chiudere gli occhi verso i difetti altrui
Essere grati all'altro per l'indulgenza sui propri
Avere il cuore pieno
di calore, di colori, di luce, di gioia, d'amore
Essere pronti a rinunciare a qualcosa per l'altro
Non dormire la notte se l'altro sta male
Sacrificarsi per l'altro
ed essere contenti di questo
senza rinfacciarglielo mai
Sentirne la mancanza
Gioire della sua presenza
Assaporarne la mancanza
Assaporarne la presenza
Gioire anche solo del fatto che c'è
Anche quando non è più fra di noi
Perché niente distrugge l'amore
Neppure la morte
Amore vero è chiedere scusa
Chiedere scusa è da grandi
da più grandi
Amore vero è rispetto profondo
Saper ascoltare
Non alzare la voce
non maltrattare
Dire umilmente la propria
senza voler sopraffare
Aspettare i tempi dell'altro
quando non è pronto
ad accettare
una cosa più grande di entrambi
che forse tu vedi e l'altro no
oppure l'altro vede e tu no
per questo non esiste chi ha ragione e chi ha torto
perché si vince solo se si convince
se si vince insieme
altrimenti è una ben triste vittoria
in realtà è una sconfitta di entrambi
Amore vero è accogliersi in pieno
in tutto e per tutto
senza condizioni
volendo correggere i difetti
ma sapendo amare anche con quelli
Amore vero è sapersi mettere al di sotto
per capire davvero come stanno le cose
Non togliere mai il proprio sostegno
se non per lasciare libero l'altro
Non c'è amore senza libertà
Né libertà senza amore

Riflessioni da quarantena

me, dopo 54 giorni di "quarantena" In questi giorni di forzata clausura, quando arrivano i momenti difficili in cui ti f...